Silvia Pozzi: i tempi sono maturi per la letteratura cinese

(Quotidiano del Popolo Online)venerdì 22 agosto 2025

Milano è una città rinomata per il suo dinamismo e la sua vivace vita culturale. All'Università di Milano-Bicocca, incontriamo Silvia Pozzi, traduttrice e docente di Lingua e Letteratura Cinese. Dal 1999, Pozzi è impegnata attivamente nella traduzione della letteratura cinese in italiano, comprese le opere di celebri autori come Yu Hua, Han Han e Wu Mingyi. In riconoscimento del suo contributo, nel 2024 ha ricevuto il 17° Premio Speciale del Libro della Cina. "Le opere letterarie cinesi sono mozzafiato", afferma Pozzi, "e non avervi accesso ci impoverirebbe tutti".

"Per me, la letteratura è un tesoro che arricchisce profondamente la vita. Quando leggi, ti senti 10.000 volte più viva", riflette Pozzi. "Attraverso la letteratura, puoi sentire gli odori dei vicoli di Beijing al chiaro di luna, osservare il tramonto nel Deserto del Gobi, gustare l'hot pot piccante del Sichuan".

Negli ultimi 25 anni, Pozzi ha tradotto numerosi autori cinesi, ma Yu Hua occupa un posto speciale nella sua opera. Ha tradotto alcuni dei suoi libri più influenti, tra cui "Brothers", "Il settimo giorno" e "La Cina in dieci parole", e ammira la sua eccezionale capacità narrativa. "Quando Yu Hua racconta una storia, è impossibile smettere di ascoltarlo", afferma. "Utilizza deliberatamente un linguaggio semplice, ma è un linguaggio che tocca il cuore. Le sue storie riflettono la vita cinese, delle persone cinesi, ma le emozioni che trasmettono sono reali ed universali".

Yu Hua è diventato ampiamente conosciuto e celebrato in Italia. Ha visitato il Paese diverse volte e ha ricevuto numerosi premi. Pozzi ricorda un evento letterario a Milano in cui più di 2.500 persone si sono messe in coda per farsi autografare i libri. Ha trovato particolarmente toccante il fatto che centinaia di studenti cinesi abbiano portato le edizioni italiane dei libri di Yu Hua. Quando l'autore ne ha chiesto il motivo, visto che potevano leggere gli originali in cinese, hanno risposto che volevano regalare le versioni italiane ai loro amici locali. Per Pozzi, questo la dice lunga sul potere della letteratura di creare legami personali e favorire la comprensione interculturale.

Per Pozzi, la traduzione è "un sodalizio selvaggio tra creatività letteraria e precisione scientifica". Ogni pagina richiede una negoziazione continua, riga per riga, espressione per espressione, parola per parola. Lo illustra con l'esempio dell'espressione idiomatica cinese "lin zi da le shen me niao dou you", che letteralmente significa "la foresta è grande, vi si trovano uccelli di ogni tipo". "Non esiste un equivalente diretto in italiano", spiega, "ma il significato è chiaro. Ho scelto di tradurre letteralmente questi idiomi, per arricchire la lingua italiana e preservare lo stile dell'autore".

Pozzi è anche co-direttrice di Officina di Traduzione Permanente dell'Università di Milano-Bicocca. Il laboratorio è uno spazio collaborativo per sinologi esperti e giovani, dove si svolgono attività di formazione e scambio in ambito traduttivo. Il laboratorio include anche traduttori che lavorano in altre lingue come l'arabo, il giapponese e, naturalmente, l'italiano, rendendo l'ambiente ancora più ricco grazie a prospettive diverse.

Silvia Pozzi (Foto/Patrick Shead-Simmonds)

Silvia Pozzi (Foto/Patrick Shead-Simmonds)

Oltre al suo lavoro di traduzione, Pozzi è profondamente impegnata nell'insegnamento della lingua e della letteratura cinese. "Dico sempre ai miei studenti: diventate cacciatori di parole", afferma. "Devono leggere molto, non solo in cinese, ma anche opere tradotte da e verso il cinese. Li incoraggio anche a costruire solide basi nel cinese classico per sviluppare un vero yu gan, o senso della lingua."

"La letteratura cinese sta guadagnando sempre più visibilità in Italia", osserva Pozzi. "Nell'ultimo decennio, abbiamo visto un numero crescente di editori e collane dedicate alla letteratura asiatica, in particolare a quella cinese. I tempi sono maturi per la letteratura cinese".

(Web editor: Wu Shimin, Zhao Jian)

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