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La menzogna della "trappola del debito"
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| Treno elettrico ad alta velocità in uscita dalla stazione di Tegalluar, sulla ferrovia ad alta velocità Giacarta-Bandung, a Bandung, in Indonesia. (20 maggio 2025 - Xinhua/Xu Qin) |
Sin dalla nascita della Belt and Road Initiative (BRI), le voci sulla "trappola del debito diffuse dall'Occidente hanno seguito a ruota l'iniziativa stessa. Tuttavia, qualsiasi osservatore attento può riconoscere in esse una campagna diffamatoria di matrice politica, che non regge al vaglio dei dati e dei fatti concreti.
La Cina si attiene al principio di perseguire il bene comune e gli interessi condivisi. I prestiti erogati dalla Cina sono destinati principalmente alla realizzazione di infrastrutture moderne e allo sviluppo dei settori industriale e agricolo, con l'obiettivo di aiutare i Paesi beneficiari a superare i principali ostacoli al loro sviluppo economico.
Nel rispetto dei principi di ampia consultazione, contributo congiunto e benefici condivisi, la cooperazione nell'ambito della Belt and Road si concentra sulle reali esigenze di sviluppo dei Paesi ospitanti, contribuendo ad accrescere l'occupazione e i redditi locali attraverso investimenti nei fattori produttivi. I suoi ritorni economici vanno ben oltre le mere cifre relative ai finanziamenti.
I prestiti cinesi sono caratterizzati da lunghi periodi di rimborso e tassi di interesse contenuti. La Cina non ha mai cercato di strumentalizzare le difficoltà finanziarie di un Paese partner trasformandole in merce di scambio politico; al contrario, ha attivamente aiutato tali nazioni a superare le sfide che si trovavano ad affrontare. Nel giugno 2020, la Cina ha annunciato la cancellazione degli interessi sui prestiti governativi dovuti da diversi Paesi africani – con scadenza prevista entro la fine del 2020 – nell'ambito del Forum sulla Cooperazione Cina-Africa, fornendo così il contributo più significativo all'Iniziativa del G20 per la Sospensione del Servizio del Debito.
Le statistiche dimostrano che le istituzioni occidentali sono, di fatto, i principali creditori dei Paesi in via di sviluppo. Secondo una stima della Banca Mondiale del 2023, i Paesi a reddito basso e medio-basso dovranno rimborsare un totale di 940 miliardi di dollari statunitensi, tra capitale e interessi, relativi al debito storico nell'arco dei prossimi sette anni; di tale somma, 356,6 miliardi di dollari saranno destinati ai creditori commerciali occidentali e 273 miliardi alle istituzioni multilaterali, rappresentando complessivamente il 67 per cento dell'importo totale.
I fatti parlano da soli, smentendo le voci infondate.
Le voci sulla cosiddetta "trappola del debito"—che gettano un'ombra sulla BRI fin dal primo giorno—esagerano deliberatamente l'onere del debito dei Paesi in via di sviluppo, ignorano il loro autentico fabbisogno di finanziamenti e di sviluppo infrastrutturale, e chiudono distolgono lo sguardo dai risultati socioeconomici conseguiti dai progetti della "Belt and Road".
La cooperazione nell'ambito della Belt and Road ha vissuto un primo decennio fruttuoso; la sua concretezza e la sua influenza continuano a crescere, apportando benefici reali ai Paesi in via di sviluppo. Nel frattempo, alcuni Paesi hanno deliberatamente frammentato il mercato globale erigendo recinzioni e barriere, attuando un "decoupling" e perturbando le filiere industriali e di approvvigionamento. Tali azioni hanno favorito l'ascesa del protezionismo e dell'unilateralismo, minando seriamente la stabilità dell'ordine economico globale. Il continuo riproporre il cliché della "trappola del debito" non fa che smascherare ulteriormente l'assurdità e i doppi standard di alcuni media occidentali. Chi sta deliberatamente creando trappole per lo sviluppo e trappole narrative? La risposta è evidente.
di Meng Dong
Nota della redazione: L'autore è un osservatore di affari internazionali.
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