Cina: Paesi Asia-Pacifico dovrebbero opporsi ad azioni "neo-militarismo" giapponese

(CRI Online)mercoledì 13 maggio 2026

Il 12 maggio, durante una conferenza stampa ordinaria del Ministero degli Esteri cinese, un giornalista ha ricordato il fatto che la Premier giapponese, Sanae Takaichi, ha sempre rifiutato di ritirare le sue dichiarazioni rilasciate lo scorso novembre riguardanti Taiwan. Nel frattempo inoltre, la stessa Takaichi e funzionari giapponesi di vari livelli hanno, da un lato, intensificato le visite in diversi Paesi per spiegare la posizione "pacifica" del Giappone, mentre dall'altro hanno allentato le restrizioni sull'esportazione di armi letali, facendo trapelare l'intenzione di promuovere la revisione della Costituzione pacifista e di modificare i "tre documenti sulla sicurezza". Il giornalista ha chiesto la posizione della Cina riguardo l'atteggiamento neutrale dei Paesi interessati.

In risposta, il portavoce del Ministero cinese degli Esteri, Guo Jiakun, ha dichiarato che il militarismo giapponese ha già causato in passato profonde sofferenze ai popoli dell'Asia-Pacifico. L'attuale prosperità e sviluppo dei Paesi della regione derivano dalle fondamenta di pace poste dall'ordine internazionale del dopoguerra. Una realtà che non può essere ignorata è che le forze di destra giapponesi stiano accelerando, per mezzo di linee politiche e azioni concrete, la distruzione di questo ordine e lo smantellamento di tali fondamenta. La storia non deve essere dimenticata, e la realtà non può essere più ignorata. I Paesi dell'Asia-Pacifico dovrebbero tenere gli occhi ben aperti, opporsi congiuntamente alle azioni avventate del "neo-militarismo" giapponese e salvaguardare insieme l'ordine di pace da cui dipendono la loro sopravvivenza e il loro sviluppo.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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