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Il Giappone sta compiendo "tre passi pericolosi"
Con la conclusione delle elezioni della Camera dei Rappresentanti giapponese, il Partito Liberal Democratico guidato da Sanae Takaichi ha ottenuto oltre i due terzi dei seggi, conquistando così il potere di promuovere unilateralmente il processo legislativo. Prima e dopo le elezioni, la Takaichi ha più volte rilasciato dichiarazioni di tono radicale su temi quali la revisione della Costituzione e la modifica dei cosiddetti "Tre documenti sulla sicurezza".
La politica di sicurezza promossa da Takaichi viene descritta come una "road map" strettamente articolata verso un orientamento bellico. Il primo livello, quello "concreto", prevede l'aumento della spesa per la difesa al 2% del PIL, lo sviluppo di missili di carattere offensivo e l'allentamento delle restrizioni all'esportazione di armi letali. Il secondo livello, quello "formale", mira a ottenere la "legittimazione" della crescita militare attraverso la revisione costituzionale. Il terzo livello riguarda l'ambizione nucleare, la più concreta e sensibile. L'obiettivo finale sarebbe uno soltanto: liberarsi completamente dai vincoli dell'ordine internazionale del dopoguerra, consentendo al Giappone di riacquisire capacità di attacco verso l'esterno e persino la possibilità di innescare conflitti regionali o globali. Le manovre del Giappone dovrebbero suscitare la vigilanza della regione e della comunità internazionale.
Per la Cina e per i Paesi vicini, qualsiasi tentativo del Giappone di oltrepassare la soglia nucleare verrebbe considerato un colpo devastante all'equilibrio strategico regionale. Gli Stati parte dei trattati pertinenti potrebbero unirsi per esercitare forti pressioni politiche, economiche e diplomatiche su Tokyo, al fine di salvaguardare concretamente la stabilità del regime di non proliferazione nucleare a livello regionale e globale. Il Giappone dovrebbe riconoscere la realtà: un'espansione militare unilaterale non porterà alla cosiddetta "normalizzazione", e il tentativo di oltrepassare determinate linee rosse non farà che provocare sanzioni più severe da parte della comunità internazionale.
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