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Cina esprime grave preoccupazione per la bozza di revisione del Cybersecurity Act dell'UE
La Cina ha espresso grave preoccupazione in merito a una bozza di revisione del Cybersecurity Act dell'Unione Europea (UE), affermando che questa politicizza le questioni commerciali ed economiche ed estende oltre misura il concetto di sicurezza, ha dichiarato lunedì 20 aprile il Ministero del Commercio.
La Cina ha presentato formalmente le proprie osservazioni alla Commissione Europea il 17 aprile, illustrando le proprie serie preoccupazioni e la propria posizione ufficiale, ha riferito un portavoce del Ministero.
Secondo il portavoce, la bozza introduce "rischi non tecnici" altamente soggettivi e arbitrari, invocando la sicurezza informatica e la sicurezza della filiera di approvvigionamento.
In particolare, sempre secondo il portavoce, la bozza identificherebbe "Paesi che destano preoccupazioni in ambito di sicurezza informatica" e "fornitori ad alto rischio", escludendo i Paesi e i fornitori così individuati dalle relative filiere di approvvigionamento dell'UE in 18 settori, tra cui l'energia, i trasporti e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Nei commenti presentati alla Commissione Europea, la Cina ha sottolineato che la bozza potrebbe violare le norme fondamentali dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), tra cui il principio della nazione più favorita e il principio del trattamento nazionale, nonché gli impegni specifici dell'UE in materia di commercio di servizi.
Si sospetta inoltre che la bozza ecceda l'autorità giuridica dell'UE, invadendo le competenze esclusive degli Stati membri in materia di sicurezza nazionale.
Se adottata, causerebbe danni sostanziali alle relazioni economiche e commerciali tra Cina e UE, perturberebbe gravemente le filiere industriali e di approvvigionamento globali e ostacolerebbe la transizione digitale e verde dell'UE, ha affermato il portavoce.
La Cina ha esortato l'UE a rimuovere le disposizioni relative ai "Paesi che presentano problematiche di cybersicurezza" e ai "rischi non tecnici", e a eliminare o rivedere sostanzialmente i criteri per l'identificazione dei "fornitori ad alto rischio" e le relative misure restrittive.
La Cina ha inoltre espresso l'auspicio che l'UE prenda in debita considerazione i commenti presentati e le revisioni proposte, rispetti rigorosamente le norme dell'OMC, eviti misure restrittive discriminatorie e salvaguardi la stabilità e il regolare funzionamento delle filiere industriali e di approvvigionamento, sia a livello sino-europeo che globale.
La Cina seguirà attentamente l'iter della bozza di revisione e si dichiara pronta ad avviare un dialogo con l'UE in merito alla questione, ha affermato il portavoce, avvertendo che, qualora l'UE insistesse nel convertire la bozza in legge e nel discriminare le imprese cinesi, la Cina si vedrebbe costretta ad adottare le opportune contromisure.
"Auspichiamo che l'UE non sottovaluti la ferma determinazione della Cina nel tutelare i propri interessi nazionali, nonché i diritti e gli interessi legittimi delle proprie imprese, e nell'impedire un regresso delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e UE", ha concluso il portavoce.
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