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Ponte dedicato alla fauna selvatica sul Canale Pinglu
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| Ponte dedicato all'attraversamento della fauna selvatica del Canale Pinglu, attualmente in costruzione. (Wang Wuyan/Quotidiano del Popolo Online) |
Tra i 27 ponti che attraversano l'intera lunghezza del Canale Pinglu, uno funge da passaggio dedicato per facilitare la migrazione sicura della fauna selvatica, quali linsanghi maculati, gatti leopardo e scoiattoli di Pallas. Questo rappresenta il primo ponte in Cina destinato esclusivamente all'attraversamento della fauna selvatica su un canale.
Il Canale Pinglu ha origine a Hengzhou e si estende fino a Qinzhou nel Guangxi, dove sfocia in mare; con una lunghezza complessiva di circa 134,2 chilometri e un investimento totale di 72,7 miliardi di yuan, è navigabile da imbarcazioni di classe 5.000 tonnellate.
Durante la costruzione del Canale Pinglu, sono stati realizzati due ponti dedicati all'attraversamento della fauna selvatica, al fine di minimizzare l'impatto sui corridoi migratori esistenti.
Una di queste strutture è un ponte dedicato esclusivamente al passaggio della fauna selvatica. Situato all'interno del tratto di spartiacque del Canale Pinglu, questo ponte rappresenta il primo ponte-eco corridoio del Paese a scavalcare un canale; è interdetto al traffico veicolare e funge unicamente da rotta migratoria per la fauna. Il ponte misura 240 metri di lunghezza e 20 metri di larghezza, con una campata principale di 130,2 metri. Adotta una configurazione ad arco scatolare in cemento armato con impalcato superiore: una soluzione che non solo consente di scavalcare con successo un canale navigabile per imbarcazioni di classe 5.000 tonnellate senza ostacolarne la navigazione, ma si adatta anche efficacemente alla complessa morfologia del territorio locale, realizzando così un armonioso equilibrio tra ingegneria costruttiva e conservazione ecologica. L'altra struttura è il Ponte del Villaggio di Jintang, anch'esso sul Canale Pinglu; progettato per accogliere il transito umano, incorpora al contempo elementi volti ad agevolare il passaggio della fauna selvatica, soddisfacendo in tal modo anche le esigenze della natura.
Anziché essere ricoperto d'asfalto, il piano viabile del ponte è rivestito esclusivamente di terra e piantumato con vegetazione autoctona, come il Ficus concinna (Miq.) Miq. e la Quercus glauca, e alberi da frutto che fungono da fonte di nutrimento, ripristinando così il naturale ambiente forestale montano. Sono state realizzate zone di riparo naturale e piccole fonti d'acqua al fine di creare un paesaggio biomimetico caratterizzato da "ombra, opportunità di foraggiamento e nascondigli", facilitando in tal modo il transito sicuro della fauna selvatica attraverso il ponte. Inoltre, il progetto adotta una configurazione basata su un layout a "due segmenti, tre percorsi e nodi multipli"; tale assetto è studiato per adattarsi alle diverse abitudini comportamentali delle varie specie, massimizzando così la soddisfazione delle loro esigenze sia di transito che di sopravvivenza.
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