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Gentilezza che abbraccia monti e mari: Eroina della lotta alla desertificazione si riunisce con un vecchio amico americano
La storia di Yin Yuzhen, acclamata come "Eroina della lotta alla desertificazione in Cina", e della sua ricerca dell'amico americano Ronald Sakolsky ha recentemente suscitato un'ampia risonanza. Il 18 maggio il Quotidiano del Popolo è riuscito a mettersi in contatto con Sakolsky, ricostruendo così l'intera vicenda di questo legame di solidarietà transnazionale che si protrae da oltre due decenni.
Sakolsky è stato insegnante di scienze sociali e storia nelle scuole superiori in Pennsylvania (USA) prima del suo pensionamento. Nel 1999, è giunto in Cina nell'ambito di un programma di scambio sino-americano per insegnanti, insegnando inglese parlato e competenze di ascolto a Luoyang; in tale occasione, è stato inoltre insignito del titolo di "Esperto Straniero" dalla provincia dello Henan. I suoi viaggi lo hanno condotto in numerose località in tutto il Paese, tra cui Xi'an, Beijing e Nanjing, nonché in molti villaggi rurali. Le esperienze vissute in Cina gli hanno lasciato un profondo apprezzamento per la gentilezza e il calore del popolo cinese, offrendogli al contempo inestimabili spunti di riflessione sulla vita.
Durante la sua permanenza in Cina, Sakolsky si imbatté casualmente in un breve servizio del notiziario in lingua inglese della CCTV che illustrava gli sforzi di Yin Yuzhen per contrastare la desertificazione, rimanendone profondamente colpito. A partire dall'ottobre del 1999, si adoperò attivamente per raccogliere fondi presso organizzazioni negli Stati Uniti, riuscendo infine a ottenere una donazione di 5.000 dollari a sostegno di Yin Yuzhen e di suo marito nella loro opera di bonifica del deserto. "Volevo semplicemente ricambiare questo Paese meraviglioso che mi ha trattato con tanta gentilezza; tutto il merito va a Yin Yuzhen e a suo marito: sono loro i veri eroi”. Sakolsky ha sottolineato di non aver mai cercato né fama né fortuna; vedere oggi il deserto di Maowusu rigoglioso di vegetazione, proprio grazie a quella donazione, rappresenta esattamente il desiderio che aveva nutrito fin dal principio.
Nel 2000, Sakolsky concluse il suo incarico di insegnamento in Cina e fece ritorno negli Stati Uniti. Nel 2004 tornò in Cina per un soggiorno di un mese e continuò a insegnare fino al suo pensionamento, avvenuto nel 2020. Oggi, nonno di otto nipoti, conduce una vita appagante. Venuto a sapere che Yin Yuzhen e un gruppo di utenti della rete lo avevano cercato in lungo e in largo, ha commentato con profonda emozione che si era trattato di una "settimana magica" — anzi, di "un miracolo". È rimasto particolarmente toccato e commosso dai saluti ricevuti da numerosi vecchi conoscenti in Cina.
Sakolsky ha elogiato con fervore lo spirito patriottico del popolo cinese: "Pur disponendo di redditi modesti, le persone attingono comunque alle proprie tasche per piantare alberi e contrastare la desertificazione: questa è la più autentica espressione di patriottismo". Sakolsky custodisce gelosamente la replica di una statua di un Guerriero di Terracotta, un dono ricevuto nel 2004 da una scuola di Luoyang, e condivide spesso con i suoi studenti storie riguardanti la Cina. Guardando al futuro, Sakolsky spera di poter tornare in Cina per constatare di persona come le giovani piante messe a dimora anni addietro si siano trasformate in rigogliose foreste.
"Condividiamo questa stessa Terra; dovremmo vivere insieme in armonia, uniti come una famiglia". Queste parole, pronunciate da Sakolsky in occasione del suo incontro con Yin Yuzhen a Hohhot nel 2000, risuonano oggi con la medesima forza. Sebbene la Cina e gli Stati Uniti siano separati da immense distanze, questa benevolenza transnazionale che si protrae da oltre due decenni, costituisce una vivida testimonianza degli scambi amichevoli tra i popoli delle due nazioni e afferma i valori duraturi della coesistenza pacifica e del sostegno reciproco.
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