La capacità innovativa e il potenziale di cooperazione della Cina diventano temi centrali di discussione al Festival dell'Economia di Trento

(Quotidiano del Popolo Online)martedì 26 maggio 2026

Le discussioni relative alla Cina hanno assunto un ruolo di primo piano nel corso delle sessioni dedicate alla transizione ecologica, all'intelligenza artificiale e al potenziale di cooperazione, tenutesi al Festival dell'Economia di Trento, conclusosi a Trento domenica 24 maggio.

Fondato nel 2006, il Festival dell'Economia di Trento rappresenta uno dei principali forum pubblici italiani sulle tematiche economiche; le edizioni più recenti hanno attratto decine di migliaia di partecipanti.

Nel corso dell'edizione di quest'anno, studiosi europei, economisti ed ex funzionari hanno discusso della resilienza della Cina, della sua forza industriale, del suo slancio innovativo e del suo potenziale di cooperazione, in un contesto di crescente incertezza globale.

"La Cina costituisce una parte importante dell'economia globale", ha dichiarato all'agenzia Xinhua Marco Buti, titolare della Cattedra Tommaso Padoa-Schioppa presso l'Istituto Universitario Europeo ed ex alto funzionario economico della Commissione Europea.

Buti ha osservato che la Cina ha dimostrato una notevole capacità di crescita e innovazione. In un contesto globale divenuto più complesso, la Cina può offrire un contributo alla transizione ecologica e alla produzione di beni pubblici globali.

Massimo D'Alema, ex Presidente del Consiglio italiano e presidente della Fondazione Italianieuropei, ha affermato che la crescita della Cina è diventata una realtà rilevante nel panorama economico internazionale.

Giovanni Tria, ex Ministro dell'Economia e delle Finanze italiano, ha osservato che la costante attenzione della Cina all'istruzione e allo sviluppo dei talenti nel lungo periodo, ha contribuito a collocare il Paese all'avanguardia in diversi settori tecnologici.

Il bacino di talenti, i sistemi industriali e le risorse finanziarie della Cina costituiscono importanti fattori strutturali a sostegno della sua resilienza nel medio e lungo termine, ha dichiarato Tria.

He Zhiyi, Preside del Global Institute for the Advancement of Industry and Technology presso l'Università Nankai, ha affermato che la Cina e l'UE possiedono punti di forza industriali e dovrebbero rafforzare la loro complementarità, avvalendosi dell'intelligenza artificiale, dei big data e delle tecnologie verdi per modernizzare le industrie tradizionali.

Anche la transizione verde è stata individuata come un ambito chiave di cooperazione. Tria ha affermato che, per la Cina, la transizione verde non consiste semplicemente nel modificare la produzione energetica, bensì in una trasformazione economica complessiva che coinvolge la produzione, i consumi e il rinnovo del capitale.

Buti ha dichiarato che l'Europa e la Cina possono collaborare in qualità di partner in materia di clima e transizione verde.

Wang Yang, vicepresidente e professore ordinario presso l'Università di Hong Kong, ha osservato che l'intelligenza artificiale e l'economia digitale stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante per comprendere la resilienza della Cina, creando nuovi spazi per la cooperazione sino-europea nell'ambito della formazione sull'IA, delle applicazioni industriali, delle normative per l'economia digitale e della governance tecnologica.

(Web editor: 吴诗敏, Renato Lu)

Foto