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Funzionaria dell'UNIDO afferma che l'Europa dovrebbe bilanciare resilienza e apertura nei confronti delle batterie cinesi
L'Europa dovrebbe evitare di introdurre restrizioni al settore delle batterie troppo rapidamente, poiché ciò potrebbe aumentare i costi e rallentare la diffusione dei sistemi di accumulo energetico, ha affermato una funzionaria dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO).
In vista del dibattito politico del 28 maggio in seno al Consiglio Competitività dell'UE sull'Industrial Accelerator Act, Rana Ghoneim, direttrice della Divisione Energia e Azione per il Clima presso la Direzione per la Cooperazione Tecnica e lo Sviluppo Industriale Sostenibile dell'UNIDO, ha avvertito che restrizioni o requisiti di origine potrebbero portare a "effetti indesiderati".
"Lo sviluppo dei sistemi di accumulo energetico in Europa è ormai consistente e sempre più basato sulle batterie. Se restrizioni o requisiti di origine venissero introdotti troppo rapidamente, prima che le filiere di approvvigionamento alternative siano sufficientemente sviluppate, potrebbero verificarsi effetti indesiderati", ha dichiarato Ghoneim all'agenzia Xinhua in una recente intervista scritta.
Questi potrebbero includere costi più elevati, condizioni di approvvigionamento più restrittive e una più lenta realizzazione dei progetti di accumulo nel breve termine, ha aggiunto.
Con i conflitti in Medio Oriente che spingono al rialzo i prezzi dell'energia, lo stoccaggio energetico è diventato sempre più cruciale. La Cina detiene attualmente una posizione strategica nella lavorazione del litio e nell'esportazione di batterie, mentre i produttori cinesi si trovano ad affrontare restrizioni ai sensi dell'Industrial Accelerator Act.
L'Industrial Accelerator Act viene presentato come uno strumento volto a rilanciare il settore manifatturiero europeo; tuttavia, diverse sue disposizioni, inclusi i requisiti di contenuto locale e le restrizioni che colpiscono gli investimenti da parte di produttori globalmente competitivi, rischiano di escludere le aziende cinesi da settori quali le batterie, i veicoli elettrici e il fotovoltaico.
Sebbene l'Europa abbia interesse a ridurre la propria dipendenza e a costruire una base industriale più resiliente, Ghoneim ha affermato che gli investimenti cinesi in Europa possono apportare benefici, a patto che siano allineati con gli obiettivi industriali europei.
"L'Unione Europea rappresenta la principale destinazione per gli investimenti esteri dei produttori cinesi di batterie. Tali investimenti possono favorire il trasferimento tecnologico, contribuire all'espansione della produzione in Europa e ridurre i costi", ha dichiarato Ghoneim.
Pertanto, un approccio utile potrebbe consistere nel coniugare resilienza e apertura, in modo da rafforzare la base industriale europea senza rallentarne lo sviluppo, ha aggiunto.
people.cn © People's Daily Online



