I legami commerciali sino-europei traggono beneficio dal dialogo

(Quotidiano del Popolo Online)giovedì 04 giugno 2026

Cina e Unione Europea intrattengono una relazione economica profondamente interconnessa, con filiere di approvvigionamento nei settori dell'energia verde, dei prodotti farmaceutici e della produzione di alta gamma strettamente collegate, hanno affermato gli esperti, avvertendo che la vera minaccia non è l'interdipendenza, bensì la spinta di Bruxelles a "ridurre il rischio".

Hanno esortato le due parti a gestire adeguatamente le proprie divergenze e a individuare ulteriori terreni d'intesa attraverso un dialogo paritario; un approccio che risponde ai migliori interessi di entrambi i fronti e che infonderebbe certezza in una ripresa economica globale ancora fiacca.

Dall'inizio dell'anno, Bruxelles ha ampliato il proprio arsenale di strumenti di difesa commerciale, varando una serie di misure restrittive mirate a colpire imprese e prodotti cinesi.

Più di recente, la spinta volta a imporre alle aziende europee la diversificazione dei fornitori, nell'ambito della proposta di revisione del Cybersecurity Act avanzata, sta accumulando ulteriori barriere agli investimenti e forme di discriminazione istituzionale, il cui onere ricade principalmente sulla Cina.

Sabato 30 maggio, il Ministero del Commercio ha annunciato che la Cina e l'UE stanno discutendo l'istituzione di "un meccanismo di consultazione su commercio e investimenti" e che a tal fine si terranno dei colloqui.

La Cina e l'UE sono "importanti partner economici e commerciali, fondati sui principi di uguaglianza e mutuo beneficio", ha dichiarato un portavoce del Ministero.

Il portavoce ha espresso l'auspicio che l'UE collabori con la Cina per affrontare le divergenze e gli attriti attraverso il dialogo e la consultazione, promuovendo uno sviluppo stabile e solido delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e UE.

Qualora la parte europea dovesse insistere nell'introdurre unilateralmente nuovi ostacoli commerciali e nell'imporre restrizioni discriminatorie, la Cina "risponderà con fermezza e adotterà misure efficaci" per tutelare i propri interessi, ha aggiunto il portavoce.

Un giorno prima dell'annuncio del Ministero, il Collegio dei Commissari della Commissione Europea ha tenuto un dibattito orientativo sulle relazioni UE-Cina, affermando che l'approccio generale rimane "riduzione del rischio, non disaccoppiamento".

"La Cina è un partner fondamentale e l'impegno e il dialogo continueranno", ha aggiunto la commissione.

Il commercio tra la Cina e l'UE ha raggiunto la cifra record di 828,1 miliardi di dollari nel 2025, con un aumento del 5,4% rispetto all'anno precedente, con le due parti che rimangono ciascuna il secondo partner commerciale dell’altra, secondo i dati doganali cinesi.

La vitalità delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e UE risiede nella naturale complementarità delle loro strutture economiche, ha affermato Tu Xinquan, preside del China Institute for WTO Studies presso l'Università di Commercio ed Economia Internazionale di Beijing.

La forza dell'Europa nei settori della manifattura di alta gamma, della strumentazione di precisione, dell'automotive, dell'aerospazio, della farmaceutica e dei beni di lusso si integra perfettamente con il vastissimo mercato cinese, con le sue filiere industriali e di approvvigionamento complete e con la sua capacità di consumo in costante evoluzione, ha affermato Tu.

Un recente sondaggio condotto dalla Camera di Commercio dell'Unione Europea in Cina ha rivelato che le aziende europee stanno raddoppiando i propri investimenti nella produzione manifatturiera in Cina, nonostante la spinta dell'UE verso il "de-risking".

La Cina rimane "il campione indiscusso delle filiere di approvvigionamento altamente efficienti ed economicamente vantaggiose", con il 75% degli intervistati che ha descritto la propria produzione basata in Cina come più efficiente rispetto alle operazioni svolte altrove.

Jian Junbo, direttore del Centro per le Relazioni Cina-Europa presso l'Università Fudan, ha osservato che, ora che la Cina si è ormai saldamente affermata come il principale polo manifatturiero mondiale, la strada più pragmatica per l'UE consiste nell'affrontare le divergenze commerciali attraverso il dialogo e la consultazione, piuttosto che mediante misure unilaterali.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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