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Chinese Voices on Palladio: From Classical Architecture to Contemporary Experiment -- Un dialogo tra epoche diverse favorisce lo scambio architettonico e la futura cooperazione tra Cina e Italia
Il 9 luglio si è tenuta presso l'Istituto Italiano di Cultura di Beijing la presentazione della mostra "Chinese Voices on Palladio: From Classical Architecture to Contemporary Experiment". Tra gli illustri ospiti presenti all'evento figuravano l'Ambasciatore d'Italia in Cina Massimo Ambrosetti, il professor Pierre-Alain Croset del Politecnico di Milano e la Professoressa Li Luke dell'Università Tsinghua.
Andrea Palladio fu uno degli architetti più influenti del Rinascimento italiano. Questa mostra costituisce un ampliamento e un approfondimento della grande esposizione tenutasi lo scorso febbraio presso il Museo Nazionale della Cina, "Geometria, armonia e vita - L'architettura di Andrea Palladio dall’antico al classico". L'iniziativa mira a esplorare ulteriormente l'eredità culturale di Palladio e la sua influenza duratura nel mondo contemporaneo, con un'attenzione particolare al contesto cinese e all'arte contemporanea. Organizzata congiuntamente dal Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, dal Museo d'Arte dell'Università Tsinghua e dalla Facoltà di Architettura dell'Università Tsinghua, la mostra rappresenta l'importante risultato di un progetto di ricerca collaborativa tra Cina e Italia.
In un'intervista rilasciata al Quotidiano del Popolo Online, l'Ambasciatore Ambrosetti ha affermato che la mostra, utilizzando la figura di Palladio, crea una piattaforma di scambio architettonico e di apprendimento reciproco tra Italia e Cina, consentendo alle idee classiche di questo maestro dell'architettura rinascimentale di trascendere il tempo e lo spazio e di dialogare con il pensiero e la pratica degli architetti cinesi contemporanei. "[la mostra] sarà uno scambio accademico, un approfondimento di ricerca, ma sarà anche uno stimolo perché crea nuova architettura che fa riferimento ai grandi modelli del linguaggio dell'architettura delle nostre due civiltà".
Ambrosetti ritiene che sia la civiltà italiana che quella cinese attribuiscano grande importanza al dialogo tra tradizione e contemporaneità, così come tra classico e innovativo. "L'architettura contemporanea cinese sta dando un grande contributo all'architettura mondiale. Questa riflessione tra passato e presente, tipica della civiltà italiana e della civiltà cinese, è qualcosa che credo stimolerà un dibattito, un approfondimento e anche progetti futuri".
In un'intervista, il curatore italiano Guicciardo Sassoli de' Bianchi Strozzi ha osservato che le idee architettoniche di Palladio rimangono senza tempo e continuano a offrire una ricca fonte di ispirazione per la creazione artistica contemporanea. I suoi principi architettonici e il suo approccio civile alla progettazione spaziale condividono punti in comune con la cultura architettonica cinese.
La Professoressa Li Luke, uno dei traduttori cinesi dell'opera classica di Palladio "I quattro libri dell'architettura", ha inoltre osservato che le "proporzioni perfette", l'attenzione all'ambiente e la filosofia architettonica "incentrata sulle persone" proposte da Palladio continuano a offrire nutrimento intellettuale e ispirazione creativa alla progettazione architettonica cinese contemporanea.
La mostra è stata inaugurata ufficialmente presso il Museo d'Arte dell'Università Tsinghua il 10 luglio e sarà aperta fino all'11 ottobre.

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