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La resilienza economica della Cina genera dividendi in termini di opportunità
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| Quartiere di Lujiazui illuminato per il Capodanno a Shanghai, Cina orientale. (31 dicembre 2025 - Xinhua/Wang Xiang) |
L'economia cinese ha mantenuto una crescita costante nella prima metà di quest'anno, continuando a generare opportunità di sviluppo per il mondo.
La seconda economia mondiale è cresciuta del 4,7% nel primo semestre del 2026, una performance definita dalle autorità "entro un range adeguato" per l'anno di avvio del 15° Piano Quinquennale cinese (2026-2030). Il Paese ha fissato un obiettivo di crescita annua compreso tra il 4,5% e il 5% e punterà a risultati ancora migliori.
Il commercio estero ha registrato una forte crescita a due cifre nel primo semestre e un raccolto estivo di cereali eccezionale ha rafforzato la sicurezza alimentare. Gli sforzi per garantire un adeguato approvvigionamento energetico interno hanno contribuito a fronteggiare efficacemente le sfide esterne derivanti dai conflitti geopolitici; in questo contesto, le fonti di energia non fossile, che rappresentano il 62% della capacità installata totale, stanno svolgendo un ruolo sempre più rilevante per la sicurezza energetica e la transizione verde.
In Cina, anni di investimenti costanti nell'innovazione hanno alimentato la rapida affermazione di nuove tecnologie e prodotti. Un recente rapporto della Banca Mondiale ha evidenziato come i massicci investimenti nell'alta tecnologia e la capacità di ammortizzare le interruzioni nelle forniture energetiche globali siano fattori che contribuiscono alla resilienza dell'economia cinese.
Nuovi motori di crescita, rappresentati dal settore manifatturiero di fascia alta, dall'economia digitale e dai servizi moderni, hanno contribuito per oltre il 40% alla crescita economica nel primo semestre, evidenziando la transizione dell'economia verso l'innovazione e la qualità.
La crescita stabile del Paese non è stata un traguardo facile da raggiungere, considerando non solo le dimensioni imponenti dell'economia nazionale, pari a 140 trilioni di yuan, ma anche le carenze energetiche globali e le gravi interruzioni delle filiere di approvvigionamento.
La crescita stabile della Cina, un risultato notevole, offre una certezza quanto mai necessaria in un mondo caratterizzato dall'incertezza.
Di fronte all'aumento dell'unilateralismo e del protezionismo, la Cina ha mantenuto il proprio impegno a promuovere attivamente l'apertura, condividendo le opportunità di sviluppo con partner di tutto il mondo.
Ciò è stato dimostrato dalla decisione del Paese di estendere il trattamento a dazio zero a tutti i Paesi africani con cui intrattiene relazioni diplomatiche, a partire dal 1° maggio 2026.
Nel primo semestre, la crescita delle importazioni ha superato quella delle esportazioni di 8,7 punti percentuali.
Piuttosto che puntare a una corsa solitaria, la Cina persegue una cooperazione vantaggiosa per tutti e un progresso condiviso con gli altri Paesi. Oltre a offrire i vantaggi di un vasto mercato, la Cina sta generando per il mondo crescenti benefici legati all'innovazione, grazie al progresso tecnologico e alla modernizzazione industriale.
È proprio per questo che sta guadagnando terreno il concetto di "China Opportunity 2.0". L'espressione si riferisce alle opportunità derivanti da un'interazione economica della Cina con il resto del mondo caratterizzata da maggiore apertura, inclusività e spinta tecnologica.
Scommettendo sulle opportunità offerte dal mercato cinese, le imprese a capitale estero hanno continuato a investire nel Paese. Nei primi cinque mesi dell'anno, il numero di nuove imprese a capitale estero è cresciuto del 5,3% su base annua, raggiungendo quota 25.297, mentre quasi 4.000 aziende straniere hanno incrementato i propri investimenti in Cina.
Nel settore dei veicoli a nuova energia, le case automobilistiche multinazionali cercano attivamente di mantenere la propria competitività sfruttando l'ecosistema dell'innovazione cinese e stringendo partnership con aziende tecnologiche locali leader del settore.
Attualmente proseguono gli sforzi per promuovere una profonda integrazione tra innovazione scientifico-tecnologica e innovazione industriale, nonché per espandere la domanda interna. Un piano recentemente varato per stimolare i consumi, che mira a portare il volume totale delle vendite al dettaglio di beni di consumo a circa 60.000 miliardi di yuan (circa 8.840 miliardi di dollari) entro il 2030, riflette tale impegno e l'enorme potenziale commerciale offerto dal mercato dei consumi cinese.
La Cina ha dichiarato che collaborerà con tutte le parti per costruire un'economia mondiale aperta, mantenere la stabilità delle filiere globali industriali e di approvvigionamento, e conseguire nuovi risultati attraverso l'innovazione.
Per i Paesi e le imprese che ricercano la crescita anziché il confronto, la crescente "China Opportunity 2.0" è un elemento sempre più difficile da ignorare.

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