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Cina, risposta alla giurisdizione extraterritoriale impropria dell'UE
Il 19 agosto, rispondendo alle domande dei giornalisti in merito al fatto se le pratiche dell'Unione Europea relative alle indagini sulle sovvenzioni estere costituiscano o meno una forma di giurisdizione extraterritoriale indebita, il portavoce del Ministero della Giustizia cinese ha affermato che di recente l'Unione Europea ha utilizzato il suo "Regolamento sui sussidi esteri " per condurre un'indagine su JD.com, richiedendo in modo arbitrario a soggetti cinesi informazioni transfrontaliere di ampia portata, e non necessarie, relative al territorio cinese; ciò costituisce una richiesta indebita nei confronti dei soggetti interessati e una grave violazione dello Stato di diritto internazionale. Al fine di salvaguardare la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo del Paese, e di proteggere i diritti e gli interessi legittimi dei cittadini e delle persone giuridiche cinesi, il Ministero della Giustizia, in conformità con il "Regolamento della Repubblica Popolare Cinese contro la giurisdizione extraterritoriale impropria degli Stati esteri", ha stabilito che le suddette pratiche dell'Unione Europea costituiscono misure di giurisdizione extraterritoriale impropria, richiedendo a qualsiasi organizzazione o individuo di non dare esecuzione né prestare assistenza nell'esecuzione di tale misura. Si auspica che la parte europea corregga immediatamente tali pratiche scorrette, al fine di creare un ambiente di mercato equo, giusto e prevedibile per le imprese che investono e operano in Europa.
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