Colata di fango e detriti del 26 agosto in Nepal: 16 morti e 546 dispersi a Gyirong

(CRI Online)lunedì 31 agosto 2026
Colata di fango e detriti del 26 agosto in Nepal: 16 morti e 546 dispersi a Gyirong

Intorno alle 10:30 del 26 agosto una colata di fango e detriti originatasi sul versante nepalese ha provocato numerose vittime e dispersi al valico di Gyirong, nella contea di Gyirong nello Xizang. Il 30 agosto, nella contea di Gyirong si è tenuta una conferenza stampa sull'accaduto.

È stato reso noto nel corso dell'incontro che, alle 18 del 29 agosto, il bilancio era di sedici morti e 546 dispersi.

Dai controlli capillari condotti congiuntamente sul territorio dalle autorità competenti per gli affari esteri, la pubblica sicurezza, la cultura e il turismo e la gestione delle emergenze, e dalle successive verifiche incrociate delle segnalazioni, risultano al momento 261 cittadini stranieri di cui non si hanno notizie, provenienti da ventitre paesi. La Cina ha già informato le rappresentanze diplomatiche e consolari dei paesi interessati. Dopo diversi cicli di controlli sull'intero territorio, verifiche sito per sito e accertamenti individuali al valico, nella contea di Gyirong non risultano più turisti stranieri bloccati.

Le cause dell'evento sono state accertate. Il gruppo per la risposta alle emergenze e la riduzione dei rischi legati alla criosfera dell'Istituto per i rischi montani e l'ambiente dell'Accademia Cinese delle Scienze, con sede a Chengdu, ha analizzato i dati del monitoraggio da telerilevamento e il materiale trasmesso dal luogo del disastro, integrandoli con sopralluoghi sul campo, ed è giunto a questa ricostruzione: intorno alle 10:52 del 26 agosto, ora di Beijing, un ghiacciaio in territorio nepalese si è fratturato a circa 5.200 metri di altitudine, innescando una valanga di ghiaccio e roccia. La massa è precipitata fino a circa 4.000 metri erodendo il versante e generando un'enorme colata di fango e detriti che, dopo aver percorso circa ventidue chilometri ad alta velocità, ha raggiunto il valico cinese di Gyirong, a circa 1.800 metri di quota, devastando un'area di circa 0,7 chilometri quadrati e radendo al suolo ventisette edifici e le strutture annesse.

Durante la conferenza è stato spiegato che all'origine del disastro c'è l'instabilità del ghiacciaio, dovuta agli effetti di lungo periodo del riscaldamento climatico. Il fenomeno si è innescato all'improvviso e ha avuto una portata di picco elevata, una propagazione rapida, una forte capacità distruttiva e un'ampia area d'impatto: sono i tratti che caratterizzano ormai i dissesti legati alla criosfera sull'altopiano del Qinghai-Xizang e nelle aree circostanti.

Dal monitoraggio risulta che tra il distacco della valanga e l'impatto sul valico sono trascorsi appena sei o sette minuti.

Secondo le analisi, il rischio maggiore per le operazioni di emergenza viene dallo sbarramento naturale che si è formato a monte dell'area centrale del valico. L'acqua ha già cominciato a defluire per tracimazione, la situazione è al momento stabile e la probabilità di un cedimento improvviso dell'intero sbarramento è ritenuta bassa.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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