I marchi di veicoli a nuova energia puntano a un futuro radioso nell'export

(Quotidiano del Popolo Online)martedì 22 settembre 2026
I marchi di veicoli a nuova energia puntano a un futuro radioso nell'export
Operai lavorano su un telaio automobilistico presso lo stabilimento produttivo di BYD a Camaçari, nello stato di Bahia, Brasile. (15 giugno 2026 - Jin Haoyuan/Xinhua)

Carlos Alberto Corro Martin lavorava per la Ebro, un marchio storico del settore automobilistico spagnolo che era ormai svanito nel ricordo dopo la chiusura degli stabilimenti e la perdita di posti di lavoro.

Nel 2024, grazie alla partnership tra la casa automobilistica cinese Chery e quella spagnola EV Motors, il leggendario marchio è rinato. I modelli elettrici hanno iniziato a uscire dalle linee di produzione, creando circa 1.000 posti di lavoro a livello locale.

"Sono molto felice di vederlo tornare sul mercato", ha dichiarato Corro Martin, oggi concessionario Chery. "Credo che questa collaborazione possa aprire prospettive ancora più ampie per l'industria automobilistica spagnola".

Forti dei vantaggi tecnologici nelle batterie, nei sistemi intelligenti e nell'efficienza della filiera di approvvigionamento, i marchi cinesi di veicoli a nuova energia non stanno solo conquistando i consumatori di tutto il mondo, ma stanno anche generando ricadute positive che vanno oltre la semplice espansione del mercato: creano posti di lavoro locali, sostengono l'industrializzazione e rendono la transizione ecologica più accessibile e realizzabile.

Secondo la China Association of Automobile Manufacturers, nei primi otto mesi dell'anno le esportazioni totali di auto dalla Cina hanno raggiunto i 7,153 milioni di unità, segnando un incremento del 66,7%; di queste, 3,435 milioni erano veicoli a nuova energia (NEV), registrando una crescita di 1,2 volte.

Piuttosto che limitarsi a esportare veicoli, molte case automobilistiche cinesi stanno realizzando impianti produttivi e centri di ricerca all'estero. In Sudafrica, Chery ha inaugurato uno stabilimento a Rosslyn a luglio, mantenendo in organico tutti i 692 dipendenti e prevedendo la creazione di quasi 3.000 posti di lavoro lungo l'intera filiera.

"L'investimento di Chery aprirà la strada al trasferimento tecnologico, all'automazione, alla digitalizzazione e a sistemi di produzione avanzati", ha dichiarato il Vicepresidente sudafricano Paul Mashatile, aggiungendo che tali sviluppi rafforzeranno la capacità industriale del Paese.

In Brasile, la casa automobilistica cinese BYD sta integrando attività di ricerca e sviluppo, produzione, vendita, servizi e filiere di approvvigionamento nell'economia locale. A luglio di quest'anno, il suo stabilimento nello stato di Bahia impiegava 5.500 lavoratori diretti, di cui l'86% proveniente dalla regione stessa. Una volta a pieno regime, si prevede che l'impianto sosterrà 20.000 posti di lavoro (diretti e indiretti), con l'obiettivo aziendale di far sì che i fornitori locali arrivino a coprire oltre il 50% della componentistica entro il 2027.

L'aumento degli investimenti all'estero si accompagna alla crescente popolarità dei veicoli a nuova energia (NEV) cinesi su diversi mercati. In Europa, le immatricolazioni di auto nuove di marchi cinesi hanno superato quelle delle case automobilistiche giapponesi per due mesi consecutivi. Nel Sud-est asiatico, i consumatori di Thailandia e Singapore si sono messi in coda per acquistare i popolari modelli di NEV cinesi, mentre in Medio Oriente i marchi cinesi hanno continuato a guadagnare terreno nonostante l'instabilità della regione.

Anche le case automobilistiche cinesi stanno adattando i propri veicoli alle esigenze locali. Chery, ormai presente in oltre 130 Paesi e regioni, ha ottimizzato l'accelerazione e le prestazioni in salita per le zone montuose del Sud America e ha potenziato l'isolamento degli abitacoli per i deserti del Medio Oriente.

Secondo Ron Zheng, senior partner di Roland Berger e responsabile della divisione automotive per l'Asia, i marchi cinesi di veicoli a nuova energia stanno guadagnando quote di mercato soprattutto in Medio Oriente, Africa, Sud-est asiatico e in altre aree del Sud globale.

"Per i consumatori di questi mercati emergenti, i veicoli cinesi a nuova energia non sono solo convenienti, ma offrono anche caratteristiche superiori", ha affermato Zheng.

In Malesia, Zeekr, marchio premium di veicoli a nuova energia appartenente al gruppo cinese Geely, ha fatto il suo ingresso sul mercato nel dicembre 2024. Nel giro di pochi mesi, i veicoli Zeekr sono diventati una presenza sempre più visibile sulle strade malesi.

"In passato, i malesi associavano le auto cinesi principalmente alla convenienza economica", ha affermato Zarul Fadzly, responsabile vendite delle sedi Zeekr di KLCC e Johor Bahru. "Tuttavia, con l'ingresso di Zeekr e di altri marchi cinesi, hanno potuto constatare di persona la sicurezza, le prestazioni e la qualità di questi veicoli. La loro percezione è cambiata: ora sono più propensi a cercare le prestazioni e la qualità offerte dai marchi cinesi".

Riguardo all'impatto più ampio dell'ingresso dei marchi cinesi in Malesia, Fadzly ha aggiunto: "Portano tecnologie più avanzate, spingendo così gli altri marchi a seguire l'esempio e a competere. In definitiva, i maggiori beneficiari sono i consumatori: tutti sono in gara per migliorare la tecnologia".

Oltre alla convenienza e ai vantaggi tecnologici, i veicoli a nuova energia cinesi stanno anche accelerando la transizione energetica globale. L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha stimato che, nel 2025, il parco veicoli elettrici globale abbia ridotto la domanda di petrolio di circa 1,7 milioni di barili al giorno, con la Cina responsabile di una quota pari a circa 1 milione di barili giornalieri.

L'espansione internazionale delle case automobilistiche cinesi è attualmente nelle fasi iniziali, ben lontana dal raggiungere i livelli di globalizzazione dei colossi automobilistici tradizionali, ha osservato Zheng, della società di consulenza Roland Berger.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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