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Intervista al portavoce del Ministero del Commercio sulla riunione dei ministri del Commercio del G20 e su questioni correlate
Il portavoce del Ministero del Commercio cinese ha risposto ad una domanda della stampa sulla riunione dei ministri del Commercio del G20 e su questioni correlate.
Domanda: Dal 30 settembre al 1° ottobre si è tenuta a Milwaukee, nello Stato del Wisconsin (Stati Uniti), una riunione dei ministri del Commercio del G20. Secondo quanto appreso, la riunione ha portato ad una dichiarazione congiunta sul tema della lotta contro l'uso del cibo come strumento di pressione politica, mentre non è stato raggiunto alcun documento finale sui temi della gestione dell'eccesso di capacità produttiva, dell'eliminazione del lavoro forzato e dell'adeguamento del principio della nazione più favorita. Come valuta la Cina questa riunione? Quale ruolo ha svolto il Paese?
Risposta: Nel corso delle consultazioni sulla questione alimentare, molti membri dei mercati emergenti e dei paesi in via di sviluppo, tra cui la Cina, hanno sottolineato che i paesi importatori ed esportatori di cereali dovrebbero collaborare per salvaguardare la stabilità della catena di approvvigionamento alimentare; al contempo, tutte le parti hanno il diritto di adottare misure volte a perseguire obiettivi di politica pubblica interna e a garantire la sicurezza alimentare. Questo risultato è frutto del consenso e degli impegni congiunti di tutti i membri del G20.
Temi quali l'eccesso di capacità produttiva e il lavoro forzato sono stati oggetto di grande controversia sin dalla loro introduzione. Attualmente, gran parte dei membri del G20 è soggetta a dazi imposti ai sensi della Sezione 301 relativi al lavoro forzato, e la maggior parte di essi è anche oggetto di indagini 301 sull'eccesso di capacità produttiva. In questo contesto, riguardo alla decisione del Paese presidente di inserire tali temi all'ordine del giorno e di promuovere la pubblicazione di una dichiarazione congiunta e l'istituzione di un meccanismo di cooperazione, molti membri hanno espresso opinioni divergenti partendo da differenti punti di vista. Alla fine, poiché la maggior parte dei membri aveva opinioni divergenti, la riunione non ha prodotto un documento finale sui temi in questione.
Per quanto riguarda la questione dell'adeguamento del principio del trattamento della nazione più favorita, la stragrande maggioranza dei membri, compresa la Cina, ha sottolineato nel corso delle discussioni che tale principio costituisce la pietra angolare del sistema commerciale multilaterale, garantendo stabilità e prevedibilità al commercio globale; se venisse scosso, ne risulterebbero gravi danni alle fondamenta del sistema commerciale multilaterale. In linea con le opinioni espresse da tutte le parti, il Paese presidente non ha presentato proposte relative a un documento finale su tale questione.
Nel corso della riunione, la Cina ha sempre mantenuto un atteggiamento di apertura e cooperazione, partecipando in modo costruttivo alle discussioni su tutti i temi e comunicando strettamente con gli altri membri, svolgendo appieno il proprio ruolo di promuovere il dialogo e la cooperazione. Allo stesso tempo, la Cina è sempre rimasta fedele ai propri principi, difendendo con fermezza i propri interessi e quelli comuni dei paesi in via di sviluppo, e si è adoperata per promuovere l'unità e la cooperazione all'interno del G20.
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