La cooperazione archeologica tra Cina e Asia centrale estende gli scambi lungo la Via della Seta

(Quotidiano del Popolo Online)mercoledì 14 ottobre 2026
La cooperazione archeologica tra Cina e Asia centrale estende gli scambi lungo la Via della Seta
Un membro del Laboratorio chiave per l'antica scrittura cinese, i beni culturali e l'intelligenza artificiale dell'Università del Jilin osserva una replica stampata in 3D di reperti culturali presso l'Università del Jilin a Changchun, provincia di Jilin, Cina nord-orientale. (2 settembre 2026 - Xinhua/Xu Chang)

Presso un laboratorio nella regione di Bukhara, in Uzbekistan, sono in corso attività di classificazione ed esame di reperti archeologici; qui Wang Shujing lavora a uno studio congiunto su un antico sito funerario situato lungo la Via della Seta.

Grazie alla tecnologia di modellazione 3D, la configurazione originale del sito di Gamkhurd I, inclusi l'inclinazione del corridoio d'accesso alla tomba e la disposizione dei resti umani, prende gradualmente forma sullo schermo del computer.

Wang, docente presso la Scuola di Archeologia e Museologia dell'Università di Beijing, guida la componente cinese di una missione archeologica sino-uzbeka avviata nell'agosto 2025 in collaborazione con l'Istituto Archeologico di Samarcanda.

Il lavoro del team comprende scavi sul campo presso la necropoli di Gamkhurd I, situata nell'area della regione di Navoi in cui l'oasi di Bukhara incontra la steppa desertica.

Sulla base delle strutture funerarie e delle caratteristiche dei reperti rinvenuti, l'équipe archeologica congiunta ha datato provvisoriamente la necropoli a un periodo compreso tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C., un'epoca che coincide con importanti migrazioni attraverso le steppe eurasiatiche e con una crescente interazione tra le civiltà lungo l'antica Via della Seta.

Il gruppo di lavoro si avvale della collaborazione di specialisti cinesi esperti in scienze naturali e moderne tecniche di analisi dei materiali, consentendo così di condurre ricerche approfondite. Djamal Mirzaakhmedov, responsabile della delegazione uzbeka, ha sottolineato come questo studio congiunto offra anche un contributo significativo alla ricostruzione della storia delle tribù e dei popoli nomadi e agricoli dell'Uzbekistan.

Oltre a colmare lacune nella conoscenza della storia antica della regione, tale collaborazione perpetua, com'è evidente, l'eredità di scambio reciproco tra le civiltà lungo la Via della Seta.

Una collaborazione analoga è in corso anche in Kirghizistan, in un altro ambito dell'archeologia.

Presso il sito archeologico di Ak-Beshim, nella regione di Chuy, noto ai cinesi come l'antica città di Suyab, l’esperto di conservazione del patrimonio culturale Bai Yushu dell'Accademia di Dunhuang (nella Cina nord-occidentale), sta esaminando le rovine insieme ad altri ricercatori per individuare eventuali segni di deterioramento strutturale.

"Attualmente, questo sito archeologico è soggetto all'erosione delle fondamenta murarie, allo sfaldamento, a crepe strutturali e alla formazione di solchi erosivi", ha affermato Bai, sottolineando che, in assenza di interventi tempestivi ed efficaci, i danni potrebbero diventare irreversibili.

Nel tentativo di fornire assistenza, gli specialisti cinesi hanno costruito un muro sperimentale in uno spazio aperto limitrofo, caratterizzato da condizioni ambientali e proprietà del suolo analoghe. Hanno replicato le antiche tecniche costruttive e monitorato le variazioni all'interno e all'esterno della struttura per documentare l'evoluzione del deterioramento.

Gli specialisti stanno inoltre conducendo prove di consolidamento sul muro per valutare diverse tecniche di conservazione. Si prevede che i metodi rivelatisi efficaci verranno applicati su più ampia scala nel sito di Ak-Beshim, con l'obiettivo di preservarne l'aspetto originale il più fedelmente possibile.

Aisin Duishanalieva, funzionaria responsabile della tutela dei monumenti storici e culturali presso il Ministero della Cultura del Kirghizistan, ha messo in risalto i moderni metodi scientifici impiegati dagli specialisti cinesi e ha espresso l'auspicio che la collaborazione nelle attività di conservazione proseguirà.

Il personale della Dunhuang Academy ha maturato esperienza in interventi di conservazione sui resti dell'antica città di Beiting, nella Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang (Cina nord-occidentale); questo sito, analogamente ad Ak-Beshim, è situato sul versante settentrionale dei monti Tian Shan e risente fortemente del microclima locale.

Come nel caso di Ak-Beshim, i metodi e le tecniche di conservazione adottati potrebbero trovare applicazione anche altrove nei Paesi dell'Asia centrale.

La cooperazione archeologica tra la Cina e i Paesi dell'Asia centrale non riveste soltanto un'importanza accademica: le scoperte congiunte offrono infatti l'opportunità di riesaminare la storia dello sviluppo e della prosperità lungo la Via della Seta, evidenziando le tracce di scambi e di apprendimento reciproco tra le civiltà, nonché il loro arricchimento e progresso.

(Web editor: Feng Yuxin, Renato Lu)

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