Scienziati spaziali internazionali sostengono una cooperazione aperta nell'attuale clima di tensioni geopolitiche

(Quotidiano del Popolo Online)lunedì 26 ottobre 2026

Alla luce delle attuali tensioni geopolitiche che interessano la cooperazione scientifica internazionale, scienziati spaziali provenienti da tutto il mondo hanno riaffermato l'importanza della scienza aperta e della collaborazione globale durante un recente simposio a Beijing, sottolineando il ruolo centrale dei giovani talenti nelle future collaborazioni.

"La scienza spaziale fa progredire la nostra comprensione dell'universo ed espande continuamente i confini della conoscenza umana", ha dichiarato Wang Chi, membro dell'Accademia Cinese delle Scienze e presidente della Società Cinese per la Ricerca Spaziale.

Wang, che ricopre anche la carica di direttore generale del Centro Nazionale per le Scienze Spaziali presso l'Accademia Cinese delle Scienze (CAS), ha osservato che la scienza spaziale stimola lo sviluppo di tecnologie spaziali e funge da potente motore per il progresso sociale ed economico, in particolare nell'affrontare il cambiamento climatico, nel promuovere l'uso pacifico dello spazio extra-atmosferico e nel favorire uno sviluppo sostenibile per l'intera umanità.

"La scienza non conosce confini. La conoscenza umana progredisce gradualmente grazie all'impegno costante di ricercatori in ogni parte del mondo", ha affermato Wang. "Oggi, in un contesto di crescente globalizzazione, la cooperazione internazionale nelle scienze spaziali è diventata una tendenza inarrestabile".

Wang ha menzionato la partecipazione pluridecennale della Cina all'esperimento Alpha Magnetic Spectrometer, un progetto di ricerca sull'antimateria e la materia oscura che coinvolge scienziati provenienti da 16 Paesi e regioni. Inoltre, il lancio della missione SMILE (Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer), sviluppata congiuntamente dall'Accademia Cinese delle Scienze (CAS) e dall'Agenzia Spaziale Europea, rappresenta una pietra miliare nella cooperazione spaziale tra Cina ed Europa.

"Di fronte alle attuali sfide nella ricerca spaziale, solo attraverso una cooperazione aperta e mettendo a fattor comune le competenze a livello globale è possibile ottenere risultati rivoluzionari", ha aggiunto.

Wang ha rilasciato queste dichiarazioni durante un simposio dedicato alle scienze spaziali, evento collaterale nell'ambito dell'incontro di metà mandato dei membri dell'International Science Council e del "Beijing Science Dialogue". Il simposio ha riunito oltre 160 ricercatori provenienti da più di 20 organizzazioni scientifiche e istituti di ricerca di diversi Paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Italia e Cina.

Pietro Ubertini, vicepresidente del Committee on Space Research, organismo preposto alla promozione della ricerca scientifica nello spazio, ha sottolineato come tali incontri siano oggi più che mai necessari, alla luce delle recenti tensioni geopolitiche internazionali.

«La cooperazione scientifica può trascendere i pesi geopolitici», ha affermato Ubertini.

Ubertini ha fatto riferimento alla 46ª Assemblea Scientifica del COSPAR, tenutasi a Firenze, in Italia, nel mese di agosto, che ha visto la partecipazione di scienziati provenienti da oltre 70 Paesi e regioni.

«Ciò dimostra che gli scienziati sono desiderosi di conoscere nuovi risultati, di collaborare e di partecipare», ha aggiunto.

Ha tuttavia sottolineato che, a causa delle restrizioni sui visti, all'assemblea erano presenti solo 3.000 persone a fronte delle 4.000 previste; tra coloro che non hanno potuto partecipare, la maggior parte era costituita da giovani.

«Oggi abbiamo bisogno che gli scienziati, in particolare i più giovani, continuino a puntare sulla cooperazione», ha dichiarato Ubertini, rimarcando come la collaborazione scientifica rappresenti uno strumento inestimabile per promuovere la pace nel mondo.

Silvina Ponce Dawson, presidente dell'International Union of Pure and Applied Physics, organizzazione non governativa globale che sostiene lo sviluppo della fisica in tutto il mondo, ha riflettuto sulla decisione presa dall'Unione nel secondo dopoguerra di includere i fisici tedeschi (un gesto volto a rimediare a una situazione pregressa), sottolineando come l'isolamento degli scienziati non faccia altro che determinare un arretramento dell'intero settore.

Ponce Dawson ha osservato che le comunità scientifiche devono offrire uno spazio neutrale in cui gli scienziati possano collaborare, anche in un mondo frammentato, e ha rimarcato l'insostituibile valore degli incontri di persona, poiché la fiducia «non può essere costruita tramite Zoom o e-mail».

Ha inoltre sottolineato che lo scambio scientifico non è un privilegio, bensì il fondamento stesso del sistema scientifico; ha quindi incoraggiato i giovani ricercatori ad agire fin da subito, avviando piccoli progetti transfrontalieri per costruire un rapporto di fiducia, anziché attendere il momento politico più propizio.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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