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Residenti sfollati si trasferiscono da tende in case prefabbricate tre giorni dopo il sisma nello Xizang
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| Case prefabbricate in un sito di reinsediamento di un villaggio colpito dal terremoto nella municipalità di Maru, contea di Baqen, città di Nagqu, nella Regione Autonoma dello Xizang, nel sud-ovest della Cina. (26 ottobre 2026 - Xinhua/Gaesang Namgyae) |
Tre giorni dopo che un terremoto di magnitudo 7,0 ha danneggiato la sua abitazione, Tsewang Khangshi era impegnato a trasferire letti pieghevoli e coperte nella sua nuova sistemazione provvisoria.
Domenica 25 ottobre, l'uomo di 36 anni, originario della contea di Baqen, si è spostato da una tenda a una struttura prefabbricata, costruita a tempo di record dai soccorritori in seguito al sisma del 22 ottobre, che ha causato 16 vittime e 76 feriti.
Secondo le autorità locali, oltre 12.000 residenti sono stati evacuati, mentre 339 abitazioni e 20 ricoveri per il bestiame hanno subito danni o sono stati distrutti.
La contea di Baqen, situata nella Regione Autonoma dello Xizang (nel sud-ovest della Cina) ed epicentro del terremoto, sorge a un'altitudine di quasi 4.800 metri. Affrontare il rigido inverno rappresenta la preoccupazione principale per gli sfollati come Tsewang Khangshi.
Grandi quantitativi di aiuti umanitari sono giunti nella zona colpita dal disastro, arrivando a più riprese. Alle ore 11:00 del 24 ottobre, erano stati inviati nell'area del sisma 52.450 articoli o kit di soccorso, tra cui 4.651 tende, 2.000 moduli abitativi prefabbricati, 11.772 letti pieghevoli, 5.715 trapunte e altri beni di prima necessità per proteggersi dal freddo.
Nel giro di cinque ore dal terremoto, erano già state montate le prime tende. Entro il 23 ottobre, tutti i residenti colpiti dal sisma, inclusa la famiglia di Tsewang Khangshi, avevano trovato sistemazione in rifugi temporanei costituiti da tende.
Il 25 ottobre, la sua famiglia si è trasferita in un modulo abitativo prefabbricato. "Siamo davvero felici di poterci trasferire in una casa prefabbricata", ha dichiarato, mentre caricava sul proprio veicolo trapunte, indumenti e letti pieghevoli: tutti beni di soccorso ricevuti subito dopo il terremoto.
L'elevata altitudine, le basse temperature e i forti venti hanno rappresentato una sfida sia per i residenti che per i soccorritori. Le raffiche hanno raggiunto i 13 metri al secondo, rendendo difficile mantenere il calore, soprattutto durante la notte.
Per offrire una protezione migliore contro le condizioni meteorologiche avverse, le squadre di costruzione e gli addetti alla rete elettrica hanno lavorato incessantemente per realizzare alloggi temporanei più solidi e caldi.
Le prime 60 unità abitative prefabbricate nella zona colpita dal sisma sono state completate alle 2:10 del mattino del 25 ottobre; entro le 20:00 dello stesso giorno, le strutture sono state collegate alla rete elettrica.
"Garantiremo ai residenti colpiti un riparo sicuro, indumenti caldi, biancheria da letto, pasti caldi e acqua potabile pulita", ha dichiarato Pan Zhiqing, segretario del PCC presso l'Ufficio per la gestione delle emergenze della municipalità di Nagqu. "Man mano che verranno completate altre unità prefabbricate, trasferiremo gradualmente gli abitanti dalle tende ad alloggi dotati di un riscaldamento migliore".
Con la disponibilità delle nuove unità abitative, le famiglie hanno iniziato a trasferirvisi, sistemando le stanze e disponendo l'arredamento. Nel pomeriggio, sotto la luce del sole, l'insediamento si è animato con il viavai di persone che trasportavano i propri effetti personali e chiacchieravano tra loro.
All'esterno, gli operai sono passati di porta in porta per controllare gli impianti elettrici e verificare che finestre e porte fossero ben sigillate contro gli spifferi. "Tutte le case prefabbricate sono dotate di canne fumarie per l'installazione di stufe; dobbiamo assicurarci che i residenti possano restare al caldo per tutto l'inverno", ha spiegato Zhang Xuhui, caposquadra del team di costruzione di China Railway.
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