- Scopri di più
Educatori internazionali sostengono la BRI guidata dalla conoscenza
La cooperazione tra i Paesi coinvolti nell'iniziativa Belt and Road è passata da un approccio incentrato sulle infrastrutture a uno orientato allo sviluppo basato sulla conoscenza, ponendo al centro la ricerca congiunta, la formazione dei talenti e l'innovazione inclusiva, hanno sottolineato alcuni esperti internazionali durante il forum BRIDGE, tenutosi venerdì a Beijing.
"La cooperazione sino-africana è andata oltre la costruzione di ferrovie e strade, evolvendo verso l'economia della conoscenza", ha dichiarato Abdulrahman Bello Dambazau, ambasciatore della Nigeria in Cina.
L'ambasciatore è intervenuto durante la cerimonia di apertura del forum Belt and Road: Innovation, Dialogue, Growth and Exchange. L'evento, della durata di quattro giorni e organizzato dall'Università di Scienza e Tecnologia di Beijing, ha visto la partecipazione di oltre 700 esperti provenienti da più di 40 Paesi e regioni.
Riflettendo sui 55 anni di relazioni diplomatiche tra Cina e Nigeria, Dambazau ha osservato che, se in passato il partenariato era caratterizzato principalmente da scambi commerciali e infrastrutture, la fase successiva si concentrerà invece sulla conoscenza e sulle persone.
"La prossima fase della cooperazione sino-africana non riguarda chi dà e chi riceve, bensì ciò che costruiamo, insegniamo e inventiamo insieme", ha affermato.
"L'istruzione fornisce il linguaggio, la scienza fornisce gli strumenti e la tecnologia fornisce il motore", ha affermato Dambazau. "Dobbiamo passare dalla quantità alla qualità, dai rapporti tra governi a quelli tra le persone e dalle materie prime a prodotti a valore aggiunto".
Mundia Muya, rettore dell'Università dello Zambia, ha fatto eco alle osservazioni di Dambazau, sottolineando che la cooperazione internazionale dovrebbe andare oltre visite, incontri e firma di accordi, per tradursi in risultati concreti, come ricerche condivise, istituzioni congiunte, una migliore formazione per i giovani e soluzioni pratiche.
"L'iniziativa Belt and Road ha creato molte nuove opportunità di connettività e cooperazione", ha affermato Muya, citando un laboratorio congiunto istituito da Cina e Zambia per promuovere un'attività mineraria ecocompatibile e sicura.
Benard William Chitunga, rettore della Co-operative University del Kenya ed esperto di partenariati presso l'Asian Infrastructure Investment Bank, ha evidenziato l'importanza della cooperazione multilaterale nel promuovere uno sviluppo condiviso.
Secondo Chitunga, la sfida principale che molti Paesi del Sud globale devono affrontare non è la carenza di risorse, bensì l'incapacità di trasformare il proprio potenziale in produttività e competenze.
Gli aiuti allo sviluppo e la consulenza politica, ha affermato, sono spesso arrivati "come un sarto con un abito splendidamente confezionato, ma progettato per qualcun altro", e troppo spesso ai Paesi africani viene chiesto di cambiare se stessi per adattarsi a modelli di sviluppo importati.
"L'Africa deve imparare dal resto del mondo: ha bisogno di tecnologia, capitali, infrastrutture, mercati globali e istituzioni solide. Tuttavia, imparare dal mondo non dovrebbe mai comportare, per l'Africa, la perdita della propria identità", ha affermato.
Il valore del percorso di sviluppo della Cina, ha aggiunto Chitunga, risiede nella determinazione del Paese a perseguire la modernizzazione secondo le proprie condizioni: una lezione di profonda rilevanza per le nazioni africane.
Yuan Zhaolin, professore associato presso la Facoltà di Intelligenza Artificiale dell'Università di Scienza e Tecnologia di Beijing, ha condiviso le esperienze maturate in otto anni di lavoro in Africa, dove ha contribuito allo sviluppo dell'industria mineraria locale.
Yuan ha spiegato che la sua ricerca si concentra sull'integrazione dell'intelligenza artificiale nell'intera catena del valore dei metalli.
"IA più industria mineraria, IA più materiali, IA più metallurgia: ciò che altrove potrebbe essere definito ricerca interdisciplinare, qui in Zambia risolve concretamente i problemi", ha affermato.
Il suo team ha sviluppato un sistema intelligente su misura per le condizioni locali dello Zambia, semplificandone deliberatamente il design per evitare che diventasse "rifiuto elettronico" dopo la partenza dei ricercatori. Il gruppo ha inoltre formato il personale locale all'utilizzo del sistema, garantendone così la continuità operativa.
"Oggi si parla di intelligenza artificiale e potenza di calcolo", ha affermato Yuan. "La potenza di calcolo dipende dall'elettricità, l'elettricità dipende dall'energia e l'energia dipende dai minerali. I Paesi della BRI, come lo Zambia, si trovano proprio all'inizio di questa catena."
Secondo Yuan, l'intelligenza artificiale offre ai Paesi africani l'opportunità di superare la semplice esportazione di materie prime, sviluppando la capacità di produrre beni a maggior valore aggiunto.
"Non hanno bisogno di un team di ricerca e sviluppo professionale per diventare utenti di sistemi intelligenti", ha affermato.
"Una tecnologia davvero valida non spinge solo pochi a livelli ancora più alti. Piuttosto, eleva un numero maggiore di persone, superando le barriere dello sviluppo, in modo che tutti possano progredire insieme verso una prosperità moderna", ha affermato Yuan.
people.cn © People's Daily Online



