Viaggio nel Guizhou: tra canti antichi e ritmi del futuro

(Quotidiano del Popolo Online)lunedì 02 novembre 2026

Pietro Fiocchi

Un invito inaspettato ma molto gradito, preparata la valigia, partiti: destinazione Guiyang e i villaggi delle minoranze etniche, in particolare Miao e Dong. Un evento culturale internazionale promosso dal governo della provincia del Guizhou, un posto di cui avevo sentito molto parlare da anni, da quando era cominciata la mia avventura nella Repubblica Popolare Cinese, nell'ormai lontano 2013. Una destinazione lontanissima sulla lista dei viaggi, o dei sogni, da fare. A volte i desideri si avverano.

Arrivato da Xiamen, nel Fujian, al capoluogo della provincia, Guiyang, dopo un viaggio di oltre mille kilometri in treno per assaporare il mio paesaggio preferito (montagne antiche e pittoresche, corsi d'acqua giganteschi), mi sono trovato in una città che a colpo d'occhio mi è piaciuta subito: dinamica ed effervescente, con traffico scorrevole e ordinato, clima fresco, che, da quanto si dice, così resta estate e inverno, senza picchi estremi, nonché la Silicon Valley cinese dei Big Data.

(Foto/Pietro Fiocchi)

(Foto/Pietro Fiocchi)

Quattro giorni che sono sembrati quattro mesi per intensità delle esperienze nuove e profonde, in un "gruppo di spedizione" internazionale composto da persone provenienti da Cina, Thailandia, Malaysia, Grecia, Pakistan e il sottoscritto da Roma - anche se da anni ho fatto dell'estremo Oriente la mia casa. Tutti professionisti della comunicazione sociale e appassionati di turismo culturale e sostenibile, entrambe cose che sono oggi una chiave di volta in tema di sviluppo e progresso, soprattutto per le comunità rurali.

Per fare bene del turismo culturale, dell'ecoturismo, è fondamentale passare direttamente alla pratica, toccare con mano i luoghi da scoprire. E noi non ci siamo tirati indietro.

Abbiamo camminato per quattro giorni, e a parte il primo giorno trascorso nel paesaggio urbano di Guiyang, il resto del tempo lo abbiamo trascorso in attività outdoor, escursioni lungo itinerari immersi nella natura, su e giù per percorsi di montagna tra residui architettonici antichi, un paio di grotte spettacolari - quelle di Yinhe e Shuanghe, quest'ultima iscritta nella lista propositiva del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO - per un'esperienza di speleotrekking che non ci siamo fatti mancare, attrezzati di imbragature e caschi. E tanti villaggi di casette tradizionali in legno, accolti dai loro abitanti, dalla loro musica folk, dal loro canto corale che racconta storie di amore, non sempre corrisposto, e della loro mitologia.

(Foto/Pietro Fiocchi)

(Foto/Pietro Fiocchi)

Tra i villaggi Miao visitati, uno in particolare mi è rimasto impresso. È il villaggio di Huawu, che sorge accanto a un fiume, circondato dalle montagne, con poco più di mille abitanti. Lì ci ha accolto Chen Tao, un giovane funzionario del posto, insieme ai suoi colleghi. Chen Tao si è laureato all'Università di Beijing e ora lavora con passione e dedizione in questo piccolo centro abitato ricchissimo di storia e tradizioni - in particolare il batik, una tecnica ancestrale di colorazione naturale dei tessuti, e il ricamo - e dal forte significato simbolico.

Chen Tao ci ha dato il benvenuto nella casa di una famiglia del posto per assaggiare il tipico huangba, il riso glutinoso avvolto nelle foglie di bambù o nelle foglie di canna da zucchero. Uno snack squisito, una ricetta non complicata, ma un po' elaborata.

Sopra il divano una foto: il Presidente Xi Jinping che prepara questa specialità insieme alla gente del posto. Il Presidente ha visitato questo villaggio nel febbraio del 2021 per promuovere e supportare un importante progetto governativo per la riduzione della povertà e il reinsediamento nelle aree rurali.

(Foto/Pietro Fiocchi)

(Foto/Pietro Fiocchi)

I risultati sono evidenti. Un caso di studio per altre realtà simili anche oltre i confini della Repubblica Popolare. E considerato il potenziale paesaggistico, culturale, artistico e gastronomico del villaggio di Huawu, come di molti altri villaggi di questa splendida provincia di Guizhou, possiamo essere molto ottimisti.

Questo viaggio mi ha confermato che le buone idee, i progetti validi, l'impegno, l'organizzazione e la volontà concreta di realizzare le cose, fanno la differenza. Non solo per gli abitanti di questi villaggi.

(Foto/Pietro Fiocchi)

(Foto/Pietro Fiocchi)

Siamo arrivati a Guiyang, in questo mezzo autunno, tutti da perfetti sconosciuti tra di noi, da Paesi, culture e background molto diversi. Siamo ripartiti ognuno di noi con nuovi amici, nuove emozioni, prospettive e tanti bei ricordi ad arricchire il nostro bagaglio personale. Ma soprattutto la voglia di tornare nel Guizhou o comunque di continuare a scoprire passo passo il Paese, per me, più bello del mondo.

(L'autore è un content creator indipendente italiano.)

(Web editor: Feng Yuxin, Renato Lu)

Foto