Paesi europei incrementano la spesa per la difesa a fronte di crescenti preoccupazioni per la sicurezza (4)

(Quotidiano del Popolo Online)venerdì 12 giugno 2026
Paesi europei incrementano la spesa per la difesa a fronte di crescenti preoccupazioni per la sicurezza
Il Segretario Generale della NATO Mark Rutte (a destra) e il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio incontrano la stampa durante una riunione dei Ministri degli Esteri della NATO presso il quartier generale NATO a Bruxelles, Belgio. (3 aprile 2025 - Xinhua/Zhao Dingzhe)

Il recente annuncio degli Stati Uniti di voler ridurre la propria presenza militare in Europa, unito alle relazioni costantemente tese tra l'Unione Europea (UE) e la Russia, ha accresciuto le preoccupazioni per la sicurezza all'interno del blocco e ha accelerato gli sforzi per potenziare le capacità militari.

Lunedì 8 giugno, il Ministro della Difesa belga Theo Francken ha annunciato l'intenzione di investire 3,7 miliardi di euro nell'innovazione del settore della difesa nel corso del prossimo decennio. Il Ministero della Difesa ha dichiarato che l'investimento mira a incentivare la ricerca e lo sviluppo e a rafforzare l'industria della difesa del Paese.

Anche Paesi come Germania, Gran Bretagna, Polonia e Romania hanno annunciato nuovi piani di investimento riguardanti la spesa per la difesa, l'acquisizione di equipaggiamenti militari e la produzione di armamenti, mentre i meccanismi di finanziamento dell'UE volti a rafforzare la prontezza operativa nel settore della difesa sono entrati in fase di attuazione, in risposta alle crescenti preoccupazioni per la sicurezza.

Il 5 giugno, il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha messo in guardia sulla possibilità che la Russia possa attaccare uno Stato membro della NATO e ha annunciato l'intenzione di portare la spesa per la difesa al 2,5% del prodotto interno lordo (PIL) a partire dal 2027, prevedendo un ulteriore incremento fino al 3% in una fase successiva.

Anche la Germania ha incrementato gli investimenti militari. Secondo i dati dello Stockholm International Peace Research Institute, la spesa tedesca per la difesa è aumentata del 24% su base annua, raggiungendo i 114 miliardi di dollari nel 2025 e superando per la prima volta dal 1990 la soglia del 2% fissata dalla NATO.

Il Ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato che il governo punta a creare l'esercito convenzionale più potente d'Europa entro il 2039. Berlino ha inoltre allentato i vincoli sull'indebitamento per sostenere la maggiore spesa militare e ha ampliato i programmi di acquisizione per la difesa.

Anche i Paesi sul fianco orientale della NATO si stanno muovendo in una direzione analoga. Secondo alcuni analisti citati da Fox News Digital, Polonia, Romania e Stati baltici hanno accelerato le acquisizioni militari e aumentato la spesa per la difesa più rapidamente rispetto a molti alleati dell'Europa occidentale.

La Ministra degli Esteri rumena Oana-Silvia Toiu ha affermato che il Paese prevede di destinare alla difesa una media del 3,4% del PIL nel prossimo anno, attraverso acquisizioni militari e progetti infrastrutturali strategici.

L'Estonia ha annunciato l'intenzione di portare la spesa per la difesa oltre il 5% del PIL a partire dal 2026, mentre anche la Lettonia ha approvato il bilancio della difesa per il 2026, fissando l'obiettivo al 4,73% del PIL.

A livello UE, il programma Security Action for Europe (SAFE), adottato l'anno scorso, mira a fornire prestiti a lungo termine per sostenere l'acquisizione di sistemi di difesa e lo sviluppo industriale. L'iniziativa rientra nel più ampio piano "ReArm Europe / Readiness 2030", volto a mobilitare oltre 800 miliardi di euro in spese per la difesa in tutto il blocco, con l'obiettivo prioritario di colmare lacune critiche nelle capacità operative.

Il 29 maggio, la Polonia è diventata il primo Stato membro a ricevere fondi nell'ambito del programma SAFE da 150 miliardi di euro, ottenendo un prefinanziamento di 6,6 miliardi di euro. Grazie al progetto infrastrutturale di difesa Eastern Shield, che assorbe una quota significativa dei fondi SAFE, la Polonia si conferma inoltre uno dei principali Paesi della NATO per spesa militare.

Dall'inizio dell'anno, la Commissione Europea ha approvato due pacchetti di piani di investimento nella difesa per 16 Stati membri, segnando un passo importante nell'attuazione del meccanismo di finanziamento del settore.

I leader europei stanno inoltre concentrando l'attenzione sull'espansione della produzione nel comparto della difesa. A seguito dei colloqui avuti domenica con il Presidente francese Emmanuel Macron, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz e il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l'ufficio di Starmer ha reso noto che i leader hanno sottolineato l'urgente necessità di incrementare la produzione di intercettori per la difesa aerea e di sviluppare capacità in grado di contrastare minacce missilistiche avanzate.

Gli analisti osservano che l'Europa rimane fortemente dipendente da Washington per il trasporto strategico, l'intelligence, la sorveglianza e la ricognizione. Ciononostante, si prevede che la spesa per la difesa e i relativi investimenti industriali continueranno a crescere mentre i governi si adatteranno a un contesto di sicurezza in evoluzione.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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