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Gli Stati Uniti restituiscono alla Cina 64 reperti culturali, opere d'arte e fossili paleontologici
Il 16 e il 18 settembre, ora di Beijing, l'Amministrazione statale per il patrimonio culturale della Cina ha ricevuto, rispettivamente a Washington, D.C. e New York, due lotti per un totale di 64 reperti culturali, opere d'arte e fossili paleontologici restituiti dal Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti e dalla Procura distrettuale di Manhattan. Tra questi figuravano il corpo di un Bodhisattva proveniente dal lato nord della parete ovest della Grotta 17 di Tianlongshan, nonché statue, statuette in terracotta, fossili di scheletri di dinosauri, fossili di pesci e fossili di uova di dinosauro.
I reperti culturali, le opere d'arte e i fossili paleontologici restituiti dagli Stati Uniti erano stati tutti sequestrati dalle forze dell'ordine statunitensi durante le loro operazioni. L'Amministrazione statale per il patrimonio culturale della Cina, insieme all'Ambasciata cinese negli Stati Uniti e al Consolato generale a New York, ha collaborato strettamente con la controparte statunitense per il successo del rimpatrio dei reperti.
Il 14 gennaio 2009, i due Paesi hanno firmato il Memorandum d'intesa tra il Governo della Repubblica Popolare Cinese e il Governo degli Stati Uniti d'America sulle restrizioni all'importazione di materiali archeologici dal Paleolitico alla tarda dinastia Tang, nonché di sculture e affreschi provenienti da siti antichi di almeno 250 anni. Il Memorandum è stato rinnovato tre volte da allora. Sulla base del Memorandum d'intesa, i dipartimenti governativi di entrambi i Paesi hanno attivamente collaborato al rimpatrio dei reperti culturali, ottenendo il ritorno in patria di numerosi lotti di reperti cinesi persi negli Stati Uniti.
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