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Tan Dun, preservare il futuro della musica (4)
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| Il viaggio musicale di Tan Dun alla ricerca di sonorità uniche e affascinanti lo ha condotto in Italia. (Foto fornita a China Daily) |
Nel mondo della musica in continua evoluzione, dove la tradizione incontra la tecnologia, un compositore si pone all'avanguardia dell'innovazione.
Noto per la sua capacità di fondere antico e moderno, Tan Dun continua a superare i confini convenzionali con la sua ultima creazione, Sound River — AI Symphony with Film, Electronics and Large Orchestra, presentata in prima assoluta a Chengdu, nella provincia del Sichuan, durante lo scorso fine settimana. Con quest'opera, Tan invita il pubblico ad ascoltare, riflettere e intraprendere un viaggio che unisce passato, presente e futuro in una sinfonia sonora armoniosa.
Il percorso musicale di Tan è all'insegna dell'esplorazione e della scoperta. Ovunque viaggi, ricerca suoni unici e affascinanti, registrandoli per preservarne l'essenza. A Venezia è rimasto incantato dai canti popolari di anziani gondolieri; a Istanbul, le melodie suggestive del kamancheh, uno strumento a corde senza tasti, hanno catturato la sua immaginazione. Ogni incontro aggiunge un nuovo tassello al suo mosaico musicale in costante espansione.
Nel 2024, mentre si trovava a Hong Kong, Tan si è imbattuto in una gemma rara: la voce di Tong Siu-yin, un'anziana artista ipovedente che cantava il Dishui Nanyin, un genere ormai quasi dimenticato. Il Nanyin è una delle più antiche forme musicali ancora esistenti nella Cina meridionale. Il Dishui Nanyin, variante peculiare del Nanyin, tradizionalmente eseguita da artisti non vedenti o ipovedenti, prende il nome dall'esagramma "Dishui Shi" dell'I Ching (Libro dei Mutamenti), che simboleggia il ruolo storico delle persone con disabilità visiva come cantanti e indovini.
"La voce di Tong sembrava provenire da un'epoca lontana", ricorda Tan, commosso fino alle lacrime dal suo struggente ritornello: "Anche se non vedo, ti sento".
"Dopo aver finito di cantare, mi ha chiesto: 'Il registratore è ancora acceso? Era da tanto tempo che non cantavo con tanta gioia'. Ho capito che si tratta di fossili viventi di una cultura popolare in via di estinzione: artisti anziani e sonorità che rischiano di andare perduti per sempre".
Per Tan, questi incontri non hanno solo una valenza musicale; rappresentano una missione volta a preservare tesori culturali che stanno scomparendo. "Se la loro musica svanisce, le loro storie si perdono e la storia stessa si frammenta".
Questa consapevolezza ha dato vita a Sound River, una composizione che cerca di catturare il fluire della storia umana attraverso la musica.
Con il suo debutto a Hong Kong nel novembre 2024, Sound River immerge gli ascoltatori in un fiume sonoro in cui convergono voci arabe, scacciapensieri siberiani, quartetti indiani, tamburi in legno dello Yunnan (Cina), tamburi a pedale di Quanzhou (provincia del Fujian) e il Dishui Nanyin.
Per Tan, la musica è un fiume della storia umana che scorre dall'antichità al presente e oltre. Se quel "fiume sonoro" trasportava il pubblico nel passato, a distanza di circa due anni Tan compie un audace passo in avanti, invitando gli ascoltatori a riflettere sul futuro.
Inserendo la partitura sinfonica di Sound River in un sistema di intelligenza artificiale, Tan cerca di scoprire come la tecnologia interpreti il concetto di fiume, un tema profondamente radicato nella musica classica.
"I fiumi non smettono mai di scorrere, e così la storia. L'umanità è entrata nell'era dell'IA. La musica pop ha iniziato a utilizzarla, ma i musicisti classici non la hanno ancora presa in considerazione. Arte e scienza sono sempre state le due forze motrici più importanti dello sviluppo umano. Voglio esplorare il loro punto di incontro", afferma.
Tan prosegue: "Cos'è un fiume? Un'orchestra offre una buona risposta: la mia composizione Concerto for Water Percussion and Orchestra, La Moldava di Smetana, La Mer di Debussy o i Four Sea Interludes di Benjamin Britten. Sono tutte espressioni umane della sensazione dell'acqua che scorre e dei fiumi. Come rappresenterebbe un fiume l'IA?"
L'artista collabora con il suo studio di intelligenza artificiale per creare brani musicali, come il canto vocale Although I Can't See, I Hear You, e li integra nell'orchestrazione.
"Il dialogo tra intelligenza artificiale e musica sinfonica rappresenta la mia profonda riflessione sul contrappunto tra l'universo e il metaverso", spiega Tan. Egli ritiene che, con l'ingresso dell'umanità nell'era dell'IA, i musicisti classici debbano confrontarsi con queste nuove possibilità.
Il concerto di Chengdu è stato un'esperienza sensoriale straordinaria. Rompendo gli schemi delle tradizionali disposizioni orchestrali, l'ensemble si è disposto a forma di "S", estendendosi fin tra il pubblico per richiamare il corso sinuoso di un fiume e creare un forte senso di immersione. Un grande schermo ha proiettato 16 brevi documentari che illustrano le raccolte sonore realizzate da Tan negli ultimi dodici anni. Questa esperienza immersiva ha fuso elementi visivi, voci e musica sinfonica in una narrazione coerente.
Articolata in venti movimenti – dall'apertura con Prelude: Sound River alla conclusione con Although I Can't See, I Hear You – l'esibizione ha visto la partecipazione di diversi artisti. Il soprano di Hong Kong Louise Kwong, la cantante mongola di canto khoomei Wuyuntana e il percussionista Rong Chenchu hanno unito le forze con la Chengdu Symphony Orchestra per creare un ricco mosaico di paesaggi sonori globali.
"È un'opera molto significativa. Le emozioni espresse nella musica sono delicate; ci siamo commossi molto durante le prove. Inoltre, l'interazione tra l'orchestra e la composizione generata dall'IA è davvero interessante", afferma Zhang Yiwen, primo violoncello della Chengdu Symphony Orchestra.
L'esecuzione di Sound River da parte della London Philharmonic Orchestra è prevista per il 2 ottobre 2027.
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