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Iniziativa di rinverdimento mantiene aperta un'autostrada nel deserto dello Xinjiang da 31 anni
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| Il giardino botanico di Tazhong, nella Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, nel nord-ovest della Cina. (Foto: Wang Chengkai) |
Nel cuore del deserto del Taklamakan, nella Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, si estende una striscia verde. Nascosta tra tamerici e alberi di saxaul si trova la prima autostrada del deserto in Cina: l'Autostrada del Deserto del Tarim. Trentuno anni fa, dopo il suo completamento, alcuni predissero che sarebbe stata gradualmente abbandonata e sepolta dal deserto. Oggi, protetta da una fascia forestale ecologica di 436 chilometri, è percorsa incessantemente da veicoli.
Come è stato possibile piantare oltre 20 milioni di piante nel cuore del deserto, proteggendolo dall'infinita sabbia? Dietro a tutto ciò ci sono 31 anni di sforzi congiunti.
Selezione delle piante
Partendo dal punto di partenza dell'Autostrada del Deserto del Tarim, dopo quasi cinque ore di guida, si apre vasta distesa di verde: è il Giardino Botanico Centrale del Deserto del Tarim, dove prosperano oltre 200 specie di piante.
"Le foglie di Ammopiptanthus sono spesse e resistenti, e la sua struttura xerofita lo aiuta a trattenere l'umidità; l'apparato radicale del Calligonum è estremamente sviluppato; abbiamo dissotterrato radici lunghe oltre 30 metri; le foglie di Caragana acanthophylla sono sottili, come aghi, riducendo la superficie di evaporazione...", ha spiegato Chang Qing, ingegnere senior presso l'Istituto di Ecologia e Geografia dello Xinjiang dell'Accademia Cinese delle Scienze.
Perché costruire un giardino botanico nel deserto? "È stato creato per realizzare foreste protettive per l'autostrada del deserto", ha spiegato Chang Qing. Nell'ottobre del 1995, l'autostrada del deserto del Tarim, lunga 562 chilometri, è stata completamente aperta al traffico, creando un corridoio nel deserto. Per bloccare completamente l'avanzata del vento e della sabbia sull'autostrada, è necessaria una protezione vegetale. Tuttavia, il deserto del Taklamakan riceve meno di 11 millimetri di pioggia all'anno, mentre l'evaporazione media annua supera i 3800 millimetri. Nonostante le ingenti riserve idriche sotterranee, la mineralizzazione raggiunge i 27,8 grammi per litro, l'equivalente di aggiungere cinque cucchiai colmi di sale a un litro d'acqua, una concentrazione a cui la maggior parte delle piante non riesce ad adattarsi.
Per individuare le piante adatte alla sopravvivenza nel deserto, il giacimento petrolifero del Tarim e l'Istituto di Ecologia e Geografia dello Xinjiang controllato dall'Accademia Cinese delle Scienze, hanno condotto congiuntamente un processo di selezione, scegliendo infine Tamarix ramosissima, saxaul e Calligonum. Nell'agosto del 2003, è stato ufficialmente lanciato il Progetto di protezione ecologica della foresta lungo l'Autostrada del Deserto del Tarim, e contemporaneamente è stato istituito il Giardino Botanico del Deserto di Tazhong.
Il giardino botanico ha introdotto quasi 500 specie vegetali, di cui oltre 230 hanno messo stabilmente radici. "Le piante selezionate e addomesticate possono essere irrigate direttamente con acqua salina", ha affermato Chang Qing.
Piantumazione degli alberi
Dopo la selezione, Tamarix ramosissima, saxaul e Calligonum hanno iniziato a mettere radici lungo l'autostrada nel deserto. Tuttavia, il metodo di piantumazione era cruciale. "Il Calligonum ha un apparato radicale ben sviluppato e cresce rapidamente, quindi dovrebbe essere piantato nella zona più esterna, quella che blocca la sabbia. Il saxaul ha la massima tolleranza al sale, quindi può essere piantato solo in aree con elevata mineralizzazione, ma non tollera il ristagno idrico, quindi solo la Tamarix ramosissima può essere piantata nelle zone basse dove l'acqua potrebbe accumularsi", ha spiegato Chang Qing. Il suo team, che conosce le caratteristiche di ogni pianta, ha fornito supporto tecnico al Progetto di protezione forestale ecologica dell'Autostrada del Deserto del Tarim.
La tecnologia di irrigazione a goccia ha reso possibile la piantumazione degli alberi nel deserto. All'epoca, questa tecnologia era stata appena introdotta dall'estero e solo poche aziende nazionali erano in grado di produrre le relative attrezzature. Qual era la migliore? "Abbiamo fatto irrigare un chilometro di terreno da ciascuna azienda, poi abbiamo confrontato i risultati e infine abbiamo scelto quella con la qualità migliore", ha affermato Chang Qing.
"Scavare buche per piantare alberi nel deserto non è un'impresa semplice. Con una pala, una palata di sabbia si riempiva rapidamente con la sabbia circostante che scivolava verso il basso. In seguito, abbiamo utilizzato una pala appositamente progettata per la piantumazione. È come una piastra d'acciaio inserita nella sabbia; un leggero movimento crea uno spazio, migliorando notevolmente l'efficienza", ha spiegato Chang Qing.
Il progetto di inverdimento dell'Autostrada del Deserto del Tarim è stato completato nel 2005. Oltre 20 milioni di piantine hanno eretto una "barriera ecologica" larga 70 metri su entrambi i lati dell'autostrada, con un tasso di sopravvivenza superiore all'85%. Oggi, sono cresciute fino a diventare foreste protettive, offrendo all'autostrada nel deserto dei "guardiani verdi".
Gestione e manutenzione
Per gestire efficacemente le foreste protettive ecologiche, sono state installate 109 strutture per la raccolta dell'acqua piovana lungo l'autostrada nel deserto, con una media di una ogni 4 chilometri. Il giacimento petrolifero del Tarim ha istituito un team di manutenzione dedicato, presente sul posto tutto l'anno. Il team è in servizio per otto mesi all'anno, riposando solo durante l'inverno, quando l'evaporazione è minore.
Ora, questi addetti alla manutenzione dei pozzi hanno un ulteriore compito quotidiano: la pulizia dei pannelli fotovoltaici. Nel 2022, il giacimento petrolifero del Tarim ha avviato un progetto di "controllo della desertificazione + nuove energie", che consente a tutti i 109 pozzi d'acqua lungo l'autostrada nel deserto di utilizzare energia elettrica pulita, eliminando la dipendenza dai motori diesel per l'irrigazione.
"Le centrali fotovoltaiche per l'irrigazione, con una potenza installata totale di 3.540 kilowatt, sono in grado di soddisfare pienamente il fabbisogno idrico giornaliero delle foreste protette. Queste ultime, inoltre, sequestrano circa 32.000 tonnellate di carbonio all'anno, equivalenti alle emissioni di carbonio di quasi 300.000 veicoli in transito ogni anno." "Chen Wen, direttore esecutivo e segretario del PCC della zona di gestione petrolifera e del gas del Tazhong, nel giacimento petrolifero del Tarim, ha affermato che l'Autostrada del Deserto del Tarim è già diventata un'autostrada a zero emissioni di carbonio.
Dopo anni di meticolosa coltivazione e gestione, l'altezza media della vegetazione della foresta protetta ha superato i 2 metri e oltre cento specie di uccelli migrano e popolano questo "corridoio verde". Conigli selvatici, gerbilli e volpi del deserto si sono stabiliti qui, e un piccolo ecosistema sta gradualmente prendendo forma.
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